ordine: Phasmatodea
sottordine: Verophasmatodea
infraordine: Anareolatae
famiglia: Phasmatidae
tribù: Achriopterini
genere: Achrioptera
specie: Achrioptera fallax
Originario del Madagascar, l'Achrioptera fallax è un fasmide di notevoli dimensioni e meravigliosi colori. La femmina arriva a misurare 20-26 cm di lunghezza, presenta alcune spine su torace, zampe e talvolta anche sul capo; presenta una colorazione irrilevante rispetto al maschio, un beige con alcuni particolari blu e gialli. Possiede un'abbozzo di ali, rosso accesso, inadatte al volo.
Il maschio di questa specie ha il corpo molto piu sottile e corto rispetto alla femmina, arriva a misurare14-17 cm. La bellezza di questo insetto è nella colorazione del maschio che ottiene solo da adulto; avvenuta l'ultima muta il corpo di questo fasmide da marrone rossiccio comincia a prendere la colorazione definitiva: un blu turchese metallizzato su gran parte del corpo, le zampe giallo acceso e le ali rosso vivo.
Le ali, nel maschio, vengono usate per compiere dei piccoli balzi e per spaventare il potenziale aggressore, infatti, se infastidito l'Achrioptera fallax tiene le ali aperte e le sfrega tra loro producendo un suono molto simile a quello delle cicale.
I fasmidi sono insetti che usano, come difesa, il mimetismo. In molti casi si tratta di mimetismo criptico e si trova in quegli esemplari che imitano la colorazione e la forma della pianta nutrice appunto per nascondersi da eventuali predatori. Per quanto riguarda invece la colorazione accesa dell'Achrioptera fallax possiamo parlare di mimetismo fanerico, una tecnica usata spesso in natura, nella quale viene imitata la livrea di specie animali pericolose o velenose. Il colore acceso quindi è un avvertimento che viene dato al possibile predatore.
Le ninfe dell'Achrioptera fallax sono molto veloci e da subito usano il "metodo" della tanatosi (dal greco "thanatos"(θάνατος) = morte), è una tecnica difensiva di alcuni animali che comporta irrigidimento totale del corpo in seguito ad una situazione di pericolo o come semplice reazione da contatto al fine di simulare uno stato di tanatosi e avvertire il possibile predatore che il "cibo" in questione non è più fresco.
Qua sopra la mia prima neanide di Achrioptera fallax. Ho notato che se disturbata piega le zampe mediane per meglio simulare uno "stecchino"
fonti:www.phasmatodea.com
adulti in accoppiamento foto da: http://www.nyx.cz
giovedì 29 dicembre 2011
domenica 12 giugno 2011
Bombyx mori
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Hexapoda
Classe: Insecta
Ordine: Lepidoptera
Famiglia: Bombycidae
superfamiglia: Bombycoidea
Genere: Bombyx
Specie: Bombyx mori
Il Bombice del moro, o baco da seta, è una farfalla notturna che ha avuto un ruolo importante nella storia umana per la produzione della seta.
L’industria della seta si è sviluppata in Europa solo nel VI secolo; Vennero introdotte in quel periodo delle uova di Bombyx raccolte in Cina, e trasportate di nascosto all’interno di bastoncini cavi.
I bruchi si cibano di grosse quantità di foglie di gelso, di solito Morus alba e Morus nigra, ma ho notato che mangiano molto volentieri anche le specie di gelso ibridate. Le larve, essendo molto voraci crescono abbastanza rapidamente. Il loro pasto è interrotto circa quattro volte, in corrispondenza di altrettante mute, queste pause vengono chiamate le “dormite”. Dopo l’ultima muta il corpo del baco diventa giallo, per la turgidità delle ghiandole della seta, smette di nutrirsi e comincia a “salire al bosco”, ovvero si accinge a trovare un luogo adatto per costruire il bozzolo, di solito in alto tra i rami. Questo momento viene definito dagli allevatori: “purga”, in quanto il bruco deve ripulirsi da feci e liquidi prima della filatura.
A metamorfosi avvenuta la farfalla esce dal bozzolo, aiutandosi con le zampe e con un particolare liquido che agevola la rottura del filo di seta. Gli allevatori uccidono quasi tutti i bombici quando sono ancora crisalidi, sottoponendo la coltura ad aria calda e successiva bollitura per evitare la rottura del filo continuo che costituisce il bozzolo.
Le crisalidi che vengono lasciate vive, per le nuove generazioni di uova, sfarfallano e subito cercano il partner per l'accoppiamento.
Il corredo genetico di questi insetti è stato modificato da secoli e secoli di allevamento intensivo da parte dell'uomo, per esempio la larva, è quasi completamente bianca, se la mettessimo in un ambiente non protetto sarebbe una preda molto vistosa per i volatili. Ugualmente l'adulto, anch'esso bianco e dotato di ali inadatte al volo avrebbe, "là fuori", poche chance di vita.

foto, dall'alto verso il basso: bruchi nei primi stadi, bruchi agli stadi finali, bozzolo, adulti, deposizione delle uova.
bibliografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Bombyx_mori, J. Zahradnìk, M.Chvàla, La grande enciclopedia degli insetti, Fabbri ed. Praga 1989
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Hexapoda
Classe: Insecta
Ordine: Lepidoptera
Famiglia: Bombycidae
superfamiglia: Bombycoidea
Genere: Bombyx
Specie: Bombyx mori
Il Bombice del moro, o baco da seta, è una farfalla notturna che ha avuto un ruolo importante nella storia umana per la produzione della seta.
L’industria della seta si è sviluppata in Europa solo nel VI secolo; Vennero introdotte in quel periodo delle uova di Bombyx raccolte in Cina, e trasportate di nascosto all’interno di bastoncini cavi.
I bruchi si cibano di grosse quantità di foglie di gelso, di solito Morus alba e Morus nigra, ma ho notato che mangiano molto volentieri anche le specie di gelso ibridate. Le larve, essendo molto voraci crescono abbastanza rapidamente. Il loro pasto è interrotto circa quattro volte, in corrispondenza di altrettante mute, queste pause vengono chiamate le “dormite”. Dopo l’ultima muta il corpo del baco diventa giallo, per la turgidità delle ghiandole della seta, smette di nutrirsi e comincia a “salire al bosco”, ovvero si accinge a trovare un luogo adatto per costruire il bozzolo, di solito in alto tra i rami. Questo momento viene definito dagli allevatori: “purga”, in quanto il bruco deve ripulirsi da feci e liquidi prima della filatura.
A metamorfosi avvenuta la farfalla esce dal bozzolo, aiutandosi con le zampe e con un particolare liquido che agevola la rottura del filo di seta. Gli allevatori uccidono quasi tutti i bombici quando sono ancora crisalidi, sottoponendo la coltura ad aria calda e successiva bollitura per evitare la rottura del filo continuo che costituisce il bozzolo.
Le crisalidi che vengono lasciate vive, per le nuove generazioni di uova, sfarfallano e subito cercano il partner per l'accoppiamento.
Il corredo genetico di questi insetti è stato modificato da secoli e secoli di allevamento intensivo da parte dell'uomo, per esempio la larva, è quasi completamente bianca, se la mettessimo in un ambiente non protetto sarebbe una preda molto vistosa per i volatili. Ugualmente l'adulto, anch'esso bianco e dotato di ali inadatte al volo avrebbe, "là fuori", poche chance di vita.
bibliografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Bombyx_mori, J. Zahradnìk, M.Chvàla, La grande enciclopedia degli insetti, Fabbri ed. Praga 1989
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